L'escursione del 25 agosto scorso è stata la più dura mai fatta finora ma anche la più bella dal punto di vista paesaggistico. Il sentiero percorso molto spesso era incerto, malagevole e mal segnalato, tuttavia la soddisfazione di ritrovare il cammino perduto o di sapersi orientare nelle difficoltà è qualcosa di grandioso.
Come sempre parto alle 6.30 da Trieste, solita destinazione: le montagna sopra Paluzza. Questa volta la meta di partenza non sarà Timau, come nella maggior parte delle mie escursioni, ma Cleulis, appena dopo Paluzza, a sinistra della statale per il Passo di Monte Croce Carnico. Si entra nel paesino e si seguono le indicazioni per Malga Lavareit, procedendo in auto su per una stretta salita. Sembra di dover salire il monte in auto ma bisogna salire fino a quota 1120 mt, lasciandosi alle spalle il bivio per malga Lavareit e prendendo decisamente a destra verso Stavoli Frochies. Qui alcune casette e stavoli offrono il punto di partenza per l'escursione odierna ma il parcheggio è alquanto risicato. Decido di posteggiare a fianco di una casa che sembra disabitata e comunque è l'edificio da dove parte il sentiero CAI 155 (non segnalato se non sul muretto della casa stessa). Aspettandomi di trovare un segnavia più accurato, stavo per inoltrarmi verso una carrareccia in mezzo alle case ma un vecchio col barbone, che mi ha visto un po' spaesato, fortunatamente mi ha indicato la strada giusta.
Certo che il panorama della Creta di Timau, già da qui, è magnifico!
Come sempre parto alle 6.30 da Trieste, solita destinazione: le montagna sopra Paluzza. Questa volta la meta di partenza non sarà Timau, come nella maggior parte delle mie escursioni, ma Cleulis, appena dopo Paluzza, a sinistra della statale per il Passo di Monte Croce Carnico. Si entra nel paesino e si seguono le indicazioni per Malga Lavareit, procedendo in auto su per una stretta salita. Sembra di dover salire il monte in auto ma bisogna salire fino a quota 1120 mt, lasciandosi alle spalle il bivio per malga Lavareit e prendendo decisamente a destra verso Stavoli Frochies. Qui alcune casette e stavoli offrono il punto di partenza per l'escursione odierna ma il parcheggio è alquanto risicato. Decido di posteggiare a fianco di una casa che sembra disabitata e comunque è l'edificio da dove parte il sentiero CAI 155 (non segnalato se non sul muretto della casa stessa). Aspettandomi di trovare un segnavia più accurato, stavo per inoltrarmi verso una carrareccia in mezzo alle case ma un vecchio col barbone, che mi ha visto un po' spaesato, fortunatamente mi ha indicato la strada giusta.
Certo che il panorama della Creta di Timau, già da qui, è magnifico!
Salendo lungo la stradina forestale si arriva presto ad alcune baite molto carine, mentre il sentiero CAI 155 s'inerpica sulla destra passando a fianco di una stalla, trasformandosi rapidamente in una più o meno comoda mulattiera. Nel momento in cui passo io prima di entrare nel bosco, noto una serie di abeti da poco piantati, è l'inizio di un nuovo pezzo di bosco!
Ovviamente non posso mancare di fotografare anche qualche scorcio di vegetazione circostante…
| Salvia Gialla |
| Carlina |
La mulattiera nel frattempo sale a tornanti fino ad incrociare due volte la pista che va a Malga Lavareit. Tuttavia prendiamo prima il sentiero a destra e poi attraversiamo la pista per seguire il sentiero CAI 155 fin su al Monte Terzo. La salita è abbastanza dura, tuttavia in breve si fa il fiato e si arriva al cancelletto che fa entrare al pascolo di Casera Monte Tierz Bassa (1523 mt). Lungo la salita trovo anche una curiosa slitta fatta in casa per il trasporto della legna.
La Casera sembra abitata, una serie di vacche muggiscono nella stalla, mentre un macchinario è al lavoro nell'edificio principale. Il panorama da qui ad ogni modo è eccezionale, riesco a fotografare in modo esteso da Creta di Timau allo Zoufplan.
Proprio lo Zoufplan da qui attira la mia attenzione: si vede molto bene l'osservatorio meteorologico che sovrasta la cresta, è una costruzione enorme!
Il sentiero riparte con segnalazioni poco più in alto della casera, dalla vasca dove si apre uno spettacolo affascinante, con i monti di sfondo. Il sentiero CAI 155 passa da qui e prosegue lungo una mulattiera esposta, affiancata da piante di mirto e lampone. Panorama esteso e si prosegue fino a Casera Monte Tierz Alta (1675 mt).
Arrivato alla casera, ormai abbandonata, si prosegue in salita fino alla Forca di Tierz, su per una serie di curve lungo un prato ricco di flora. Fotografo a più non posso….
| Campanula |
| Iperico macchiato |
| Ranuncolo |
| Panorama dalla forca verso sud |
La salita al Monte Terzo comunque è piuttosto agevole, senza grosse difficoltà, un po' esposta forse ma tranquilla. In una mezz'oretta o anche meno sono sulla cima.
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| Panorama dalla forca verso nord |
Sulla vetta (2034 mt) bellissima la croce lavorata e il panorama è splendido. Peccato solo che il tempo sia un po' instabile e le nuvole coprano gran parte del massiccio del Coglians. Tuttavia si vede bene il Cimone di Crasulina e dall'alto anche la Malga Lavareit.
| Il Cimone di Crasulina |
| Piccolissima la Malga Lavareit |
Il cammino comunque è abbastanza agevole, basta seguire il vallone lungo l'affioramento del torrentello a destra scendendo. Poco più avanti, con sentiero molto più evidente, si attraversa il torrente e si prosegue alla volta di Casera Chiaula Alta (1568 mt).
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| Il gruppo del Coglians scendendo dalla forcella |
| La forcella dal basso |
Arrivo alla Casera dall'alto. Il sentiero sembra proseguire diritto, anche se la guida dice che devo scendere lungo il pascolo davanti la casera. Decido di proseguire lungo il sentiero evidente ma ben presto mi decido a tornare indietro… si arriva ad un cancelletto che delimita un pascolo ed è probabile che da qui si arrivi fino alla Malga Lavareit, tuttavia voglio fidarmi della guida e fare il percorso che mi propone. A posteriori avrei fatto meglio a seguire il sentiero che avevo intrapreso, sicuramente meglio segnato, più agevole e meno ricco di ortiche.
Scendo quindi di nuovo alla Casera Chiaula Alta e mi butto ad attraversare il pascolo sottostante. La guida la fa facile ma non lo è per niente! Erbaccia alta, ortiche un po' ovunque, arbusti di mirto, buche e l'erba umida non facilitano certo la discesa. Inoltre non si riesce a vedere la Casera Chiaula Bassa per cui non so bene dove sto andando. Decido comunque di proseguire e affidarmi un po' all'istinto, un po' alla logica… prima o poi arriverò alla valletta sottostante e da lì dovrei riuscire a vedere la casera.
Scorticandomi un po' le gambe (a chi dovesse intraprendere questo percorso, consiglio un paio di pantaloni lunghi) e prestando parecchia attenzione, arrivo in vista della Casera Chiaula Bassa. Arrivo dall'alto e, non vedendo particolari sentieri, decido di aggirarla a destra e fermarmici davanti, prestando un saluto alla croce del defunto signor Zamparo.
Faccio una sosta per ritemprarmi. La guida dice che da qui dovrebbero partire due sentieri: uno segnalato, il CAI 175, che prosegue fino a Casera Collina Grande, e uno ben marcato che invece dovrei prendere per aggirare Monte Terzo e arrivare a Malga Lavareit. Tuttavia non vedo sentieri ben marcati, solo un debole sentierino, privo di segnazione CAI, che parte dalla casera e prosegue, sembrerebbe, lungo il fianco del monte. Decido di prendere quello, al massimo tornerò indietro fino a Casera Chiaula Alta e prenderò il sentiero ben visibile che ho abbandonato prima.
Un po' spazientito da questa ennesima improvvisazione, proseguo lungo il sentiero che pian piano sembra essere quello giusto. Almeno continua a costeggiare il monte, anche se non è segnalato da alcun identificativo e si procede un po' a naso.
Lungo il percorso la stradina si biforca due volte e per due volte, consultando la cartina, decido di proseguire lungo la destra, magari salendo un pochino, perché mi sembra la via giusta. E non sbaglio, per fortuna. In breve sono in vista della Malga Lavareit e mi rendo conto che il sentiero percorso si ricongiunge ad una comoda pista che scende da Monte Terzo. Il panorama è estesissimo e riesco a fotografare praticamente tutte le vette sulle quali sono salito negli ultimi anni: Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande e Creta di Timau. Anche la vista del massiccio del Coglians, per quanto in mezzo alle nuvole, è mozzafiato.
Acquistato del caprino, decido di ripartire: il cielo si sta rannuvolando e non vorrei avere brutte sorprese al mio rientro. Tanto più che il sentiero per scendere mi sembra agevole ma piuttosto lungo.
| Monte Terzo dalla Malga Lavareit |
| Malga Pramosio Bassa |
| Casa Cantoniera |
La pista di servizio in effetti è lunghetta e mi impegna non poco tempo tra saliscendi. Tranquillo, passo passo, dopo un paio di bivi dove continuo a mantenere la destra proseguo fino ad incrociare il sentiero CAI 155 imboccato all'inizio della giornata e a chiudere quindi l'anello. Mi inserisco di nuovo nel sentiero e proseguo al contrario fino agli Stavoli Frochies dove mi aspetta, tranquilla, la mia fedele pandina.








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